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La domiciliarietà degli anziani è possibile con la domotica assistenziale

La domotica applicata al sociale presenta caratteristiche molto diverse da quelle del mercato impiantistico in generale e la sua espansione è da logiche non solo tecnico-commerciali, ma è fortemente condizionata dal processo di acquisizione di questo tipo di impianti da parte del committente.

Nella città di Trieste a maggio dell’anno scorso è stato dichiarato “Allarme anziani soli” quotati a 2.288 persone che vivono in case che non solo non favoriscono il mantenimento delle relazioni ma soprattutto sono inadatte alle loro esigenze e il più delle volte con barriere architettoniche di vario genere e che mettono a rischio le condizioni di autonomia.

La popolazione italiana è tra quelle più longeve al mondo con un’attesa di vita media che si attesta sui 77 anni per gli uomini e 83 per le donne. Queste previsioni comportano necessariamente diverse implicazioni, ci saranno più persone anziane in assoluto, con meno familiari che possano prendersi cura e meno forza lavoro che possa contribuire a finanziare i servizi sociali e medici, lanciando quindi sfide significative all’organizzazione dei servizi medici e sociali grazie ai rapidi progressi della medicina, vi saranno inoltre più persone fragili e disabili che avranno necessità sociali, servizi a lungo termine in un contesto in cui vi saranno sempre meno familiari che possano prendersi cura ed ovviamente un aumento di costo dei servizi esterni.

La “domiciliarietà” è una delle chiavi per affrontare efficacemente il problema, mantenere il più a lungo possibile la persona nel proprio ambiente familiare, sicuro e confortevole; portare l’assistenza sociale e sanitaria a casa della persona invece che portare la persona verso centri di assistenza (ospedali, case protette o ambulatori). La domiciliarietà è un obiettivo ambizioso, che può felicemente coniugare il risparmio di costi sociali e il miglioramento della qualità della vita individuale, ma è, al tempo stesso, un problema complesso, che interessa in maniera nuova aspetti di politica sociale, economia, e coinvolge diverse competenze professionali.

E’ pertanto necessario pensare ad appartamenti appropriati che da un lato non presentano questi elementi di criticità e dall’altro siano dotati di nuove tecnologie domotiche di supporto al fine di migliorare la qualità della vita per mezzo di una infrastruttura tecnologicamente avanzata e non invasiva che consenta il monitoraggio delle attività degli occupanti, rilevando situazioni potenzialmente di pericolo (la caduta, la perdita di coscienza, l’intrusione, ecc.).

Una persona con difficoltà di movimento potrà ad esempio azionare le tapparelle di casa, accendere il riscaldamento o l’impianto di condizionamento semplicemente attraverso l’utilizzo di un telecomando.

Potrà inoltre essere monitorata a distanza con la possibilità di:

– misurare in modo continuo parametri fisiologici e dati dell’attività fisica.

– monitorare il movimento e rilevare le eventuali cadute.

– rilevare la deambulazione, l’equilibrio e la postura, oltre che la mobilità articolare e la fatica nei movimenti quali flessioni o circonduzioni.

E tanto altro ancora!

Noi della Radovani siamo particolarmente interessati al tema di domotica assistenziale e domiciliarietà degli anziani attraverso l’uso di moderne tecnologie. Se desideri sapere di piu’ contattaci su: info@radovani.it

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