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Un nuovo sondaggio realizzato da ANIE Automazione, l’associazione confindustriale che rappresenta gli interessi delle aziende fornitrici di tecnologie di automazione in Italia, conferma che il 2022 e il 2023 saranno due anni molto positivi per le aziende che operano in questo comparto, nonostante le difficoltà legate agli strascichi della crisi pandemica e alle incognite aperte dalla situazione in Ucraina.

Prima di vedere i dati dell’ultimo sondaggio, vale la pena ricordare che, prima dell’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, a gennaio 2022, ANIE Automazione aveva realizzato un primo sondaggio tra i propri associati dal quale emergeva che le prospettive per il 2022 erano positive per l’88% delle aziende e negative per il 7%. Tra coloro che vedevano una crescita, il 40% stimava un aumento del fatturato tra il 7% e il 10% e un 20% uno sviluppo ancora maggiore.

Il dato era sorprendente, visto che già a gennaio 2022 i problemi sulle catene di fornitura, soprattutto per quanto riguarda i componenti microelettronici e la logistica, stavano facendo sentire i propri effetti sulla disponibilità di prodotti fondamentali per la manifattura italiana ad alto valore aggiunto.

I dati emersi dalla nuova indagine di aprile 2022 confermano quelle previsioni: il primo trimestre 2022 infatti si è chiuso con una variazione positiva rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente per il 94% delle aziende del comparto, mentre per il 3% la variazione è stata nulla e per un altro 3% si è registrata una diminuzione.

Tornando al 94% di aziende che ha segnalato una crescita del fatturato nel primo trimestre, oltre l’80% del campione ha segnalato crescite a doppia cifra.

Anche il sentiment per il secondo trimetre resta positivo: il 47% vede i numeri in crescita, un altro 47% li prevede stabili e solo il 6% ipotizza una riduzione del business. Complessivamente il 2022 dovrebbe chiudere con una crescita del 23%, superiore a quella registrata nel 2021 (+21%).

L’indagine ha anche fatto una proiezione al 2023, cercando di capire quali siano le variazioni attese del 2023 sull’anno in corso.

Anche in questo caso la grande maggioranza degli intervistati (il 76%) prevede una variazione positiva, il 12% una situazione stabile e il 12% una contrazione.

Quanto alle percentuali di crescita attesa, il 32% delle aziende stima crescite comprese tra il 4% e il 6%, il 23% del campione prevede aumenti compresi tra il 7% e il 10%, mentre c’è ancora un 8% di imprese che stima crescite superiori al 10%.

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Fonte: Franco Canna – www.innovationpost.it

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